Andrea Rinaldo, premiato con lo Stockholm Water Prize – considerato il Nobel dell’acqua – lancia un allarme chiaro: “Le alluvioni e le siccità sono due facce della stessa medaglia: il riscaldamento globale”. L’ecoidrologia, disciplina da lui co-fondata, studia proprio il legame tra l’acqua e la vita. “Il clima sta cambiando troppo in fretta, noi no. Finirà male”, avverte. I suoi studi mostrano come l’innalzamento della temperatura comporti un aumento della capacità dell’atmosfera di trattenere acqua, rendendo i fenomeni estremi sempre più frequenti.

“Non possiamo più pensare in modo antropocentrico. Dobbiamo cambiare l’uso dell’acqua, non solo combattere gli sprechi”. Dalla subsidenza del suolo all’inquinamento da Pfas, dai progetti di desalinizzazione al rischio concreto di un collasso idrico, Rinaldo invita a guardare la realtà: “Stiamo guidando nella notte con i fari spenti”. Per Venezia, propone una consultazione scientifica internazionale: “Sette idee per salvarla. Nessun vincitore, solo soluzioni per la politica”. E aggiunge: “Israele ricicla il 90% dell’acqua. In Italia perdiamo fino al 66% della rete idrica”. La sua conclusione è netta: “Non possiamo fare previsioni, solo scenari. E sono uno peggio dell’altro”.

INTERVISTA SUL CORRIERE DELLA SERA