La Responsabilità Culturale d’impresa (in inglese Corporate Cultural Responsibility) è l’evoluzione del concetto della Responsabilità Sociale d’Impresa che tradizionalmente è declinata in ambito di sostenibilità ambientale e progetti per il sociale. La RCI o CCR è un ulteriore possibilità di azioni sostenibili per le aziende.

Nel sistema cultura italiano il ruolo delle imprese – anche attraverso l’Art Bonus – si è evoluto offrendo delle importanti opportunità di investimenti culturali.

Dalle “erogazioni liberali” ai piani di sponsorizzazione, le imprese oggi possono esercitare una azione di Responsabilità Culturale d’Impresa in maniera innovativa e con impatti misurabili.

L’Art Bonus introdotto dal ministro Franceschini nel 2014 permette ai privati (siano esse aziende o singoli) di fare “erogazioni liberali” a favore del patrimonio culturale pubblico con un credito di imposta pari ad un massimo del 65% dell’importo dell’erogazione. Se si donano 100mila euro scatta un credito di 65 mila euro (nel caso ci siano tutti i requisiti) cioè pari al 65% dell’importo da utilizzare nei successivi tre cicli fiscali. L’Art Bonus, per quanto il ritorno di visibilità sia più limitato rispetto alle sponsorizzazioni, dal 2014 ha già ottenuto 8.185 erogazioni, di cui molte superiori ai 100.000 euro, per un totale di oltre 200 milioni di euro di donazioni1. L’Art Bonus è uno strumento assolutamente in linea con la Responsabilità Culturale d’Impresa.

Sponsorizzazione culturale. La sponsorizzazione per interventi culturali è uno strumento con più alti impatti di visibilità per l’azienda. Ha sgravi fiscali più ridotti rispetto all’art bonus ma permette una deducibilità dell’importo. In prospettiva la sponsorizzazione è uno strumento fondamentale a fronte di ingentissimi importi per interventi di alta visibilità (per esempio il Colosseo con Tod’s o la fontana di Trevi con Fendi). Si può infatti associare il proprio brand ad un intervento culturale di altissimo profilo. In base al contratto stipulato con l’ente pubblico proprietario del bene lo sponsor può modulare la propria comunicazione e visibilità in base alle proprie esigenze.

 

 

 

  1. Dati del dicembre 2017
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